Perché il “casual Friday” e altre mode americane non ti devono interessare se sei un professionista, e soprattutto se vuoi davvero avere successo

Cos’è il “casual Friday”?

Negli Stati Uniti, in moltissime aziende – specialmente in quelle molto grandi – da alcuni anni si usa lasciare liberi gli impiegati di vestirsi come preferiscono, almeno un giorno a settimana, cioè il venerdì.

In sostanza, se negli altri giorni tutti gli impiegati negli uffici sono costretti alla solita “divisa” formale, il venerdì possono derogare alle regole e vestirsi in libertà.

(Entro certi limiti, s’intende).

A questo proposito, qualche giorno fa leggevo una notizia che mi ha fatto molto riflettere, e mi ha dato l’idea per questo articolo.

Notizia fresca di stampa, sembra che il numero uno del colosso di Wall Street “JP Morgan” abbia deciso di lasciare totale libertà di abbigliamento ai suoi dipendenti. O meglio, non proprio totale (perché comunque occorre conservare un certo decoro). Ma per il resto sarà il regno della comodità.

Se vuoi darci un’occhiata trovi QUI l’articolo di Smartmoney Startupitalia in questione, ma prima di andartelo a guardare ti invito a riflettere sul fatto che tutto questo… NON ti deve interessare. NON ti può interessare.

NON ti riguarda minimamente

Perché?

Perché lì si parla di dipendenti. 

Sono trovate volte a migliorare la produttività dei dipendenti (anche se non sempre questo viene ammesso apertamente).

Tu NON sei un dipendente. Tu sei un professionista. E in quanto tale la tua immagine è una cosa sola con la tua professionalità

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La tua immagine deve essere sempre impeccabile quando ti presenti in pubblico, quando incontri un cliente, o anche semplicemente quando sei in ufficio.

Anche se non aspetti visite.

Perché non puoi sapere chi incontrerai nell’arco della giornata. Potrebbe passare in ufficio un potenziale cliente. E tu che fai? Lo ricevi coi pantaloni corti e le infradito?

Ma dai….

E no, non sono le infradito il problema. Anche se stai coi jeans e la t-shirt non va bene. Né la polo.

Quando sei a casa hai tutto il diritto di stare comodo. Ma se vuoi avere successo e fare in modo che la tua immagine comunichi successo, non farti abbagliare da tutti queste “trovate” americane in termini di abbigliamento casual sul luogo di lavoro.

NON hanno nulla a che fare con il tuo mondo professionale.

Capisci?

Il mondo americano è affascinato dalle nuove tendenze dei giovani imprenditori tecnologici, che hanno sovvertito molte regole (anche in termini di abbigliamento).

Già Steve Jobs ai suoi tempi ruppe ogni regola di eleganza presentandosi a meeting miliardari senza cravatta ma con un semplice dolcevita. Sergio Marchionne lo fa da anni, ed è a capo di aziende miliardarie, tanto che il suo maglioncino è ormai diventato proverbiale. Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, alla testa di un colosso mondiale, si presenta a tutte le riunioni e alle presentazioni ufficiali con una semplicissima maglietta grigia.

Queste tendenze talvolta influenzano gli impiegati, che si chiedono: “Ma perché io che devo stare alla scrivania devo stare con il completo e la cravatta, e quello là fa le riunioni con la t-shirt?”.

Da qui nasce la libertà sempre più crescente verso l’abbigliamento casual, che ormai è arrivato anche a Wall Strett – che per definizione è il tempio della formalità.

Ma quello che devi capire, è che… tutto questo non ti riguarda, come ti ho già anticipato. Devi combattere la tentazione di andare in ufficio vestito “comodo”, coi jeans e il maglioncino di lana, perché fai del male solo a te stesso.

Sia chiaro. A me NON interessa se vuoi farlo. Alla tua segretaria NON interessa. Ai tuoi clienti NON interessa se ti vuoi vestire “comodo”.

È A TE, e solo a te, che dovrebbe interessare mantenere un certo decoro e suscitare rispetto

Anche se ai tuoi clienti non cambia nulla che tu ti vesta in un modo o in un altro, sappi che queste persone comunque ti giudicano quando ti vedono. Specialmente all’inizio.

E anche al di là di questo, è comunque SOLO a te che dovrebbe interessare avere un’immagine rispettabile.

A chi altri, se non a te, dovrebbe stare a cuore il tuo successo?

Quindi se hai l’abitudine di vestirti in maniera molto “comoda” quando stai in ufficio, beh, rifletti bene sulle mie parole.

Sei libero di continuare a farlo, ma ricordati che tu non sei un dipendente. Non hai il “posto fisso”, le ferie pagate, la malattia retribuita, e lo stipendiotto bello bello che ogni 27 del mese – cascasse il mondo – arriva puntale come un orologio svizzero.

Certo, magari tu hai più libertà, anche di orario. Ma il tuo successo te lo devi sudare. Se non ti guadagni la pagnotta, i soldi non arrivano.

E i soldi chi te li dà?

Esatto, i clienti.

E come li conquisti i clienti?

Col duro lavoro, ma anche con la tua immagine.

Perché per guadagnare la fiducia di un cliente ti devi guadagnare anche il suo rispetto

Se una persona elegante entra nel tuo ufficio e ti trova coi jeans e la t-shirt, non ti rispetterà. Non c’è molto da girarci intorno.

Una persona incurante di queste cose forse non ci farebbe neanche caso, lo ammetto. Eppure io non rischierei, perché comunque si tratta anche della tua autostima.

Come ti senti potente e fiero di te stesso il giorno che sfoggi quell’abito su misura che ti calza a pennello (e che hai pagato un occhio della testa)?

Lo so, è una sensazione bellissima. Eppure…. Eppure ancora oggi tantissimi professionisti non sanno da dove partire per acquistare un abito come si deve, che si adatti alla perfezione alle loro esigenze.

Certo, è un vero peccato, anche perché ora puoi finalmente avere la prima e UNICA…

 Guida all’acquisto dell’abito MIGLIORE per un professionista.

La trovi QUI, dove scoprirai come scegliere il GIUSTO abito per te, in grado di far decollare la tua immagine!

Che l’eleganza sia con te!

Nicola Serafini.

 

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